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October 30 POESIAGarofani e rughe
Quando il tempo avrà lasciato
il suo solco sul tuo viso,
guarderai ancora
quei garofani colorati,
respirerai di nuovo
il loro profumo discreto,
ripercorrerai con la mente
i tuoi ricordi
ancora lì, seduta sul treno,
allostesso posto,
verso la tua destinazione,
e mille mazzi di garofani colorati
avrai consegnato
con le tue mani.
Emanuela Guttoriello February 15 Home de poca feAvui estrenem la llum,encara intacta.
Les paraules llampurnegen com peixos
inquiets en l'espera del miracle
de la seva multiplicaciò.
La vida és un prodigi massa fràgil:
sota el pes imperceptible d'un dubte,
el destì quedarà convertit en
pedra. i amb el reflux de les onades,
la platja s'omplirà de peixos morts.
da El desordre de les mans GEMMA GORGA
Uomo di poca fede
Oggi inauguriamo la luce,ancora intatta.
Le parole scintillano come pesci
inquieti in attesa del miracolo
della loro moltiplicazione.
La vita è un prodigio troppo fragile:
sotto il peso impercettibile di un dubbio,
il destino rimarrà convertito in
pietra. E con il rifluire delle onde,
la spiaggia si riempirà di pesci morti.
da El desordre de les mans
MATTEO LEFEVRE
Gemma Gorga è nata a Barcellona nel 1968. Insegna Letteratura spagnola presso l'Università della sua città e nelle sue ricerche accademiche si è occupata soprattutto di poesia medievale e rinascimentale. December 24 63 A mia Madre
63 anni fa
mi donavi la vita.
Desideri di bimbo
maracchelle di adolecente
prime paure da...uomo.
Formai una mia famiglia
con la Tua Santa benedizione.
Purtroppo non Ti diedi la gioia
che più desideravi.
La perdita di Babbo,
il Tuo immenso dolore
non ancora sopito dopo 30 anni
quando...........
in Sua compagnia
ci hai lasciato.
Ricordo spesso le tue parole.....
" mi cercherai ma non ci sarò più"
Avevi ragione.
Ogni fruscio,
ogni sedia smossa
proveniente dal Tuo ...appartamento
mi fanno pensare a Te.
A Te che pur sentendo arrivare...
l'amara compagna
mi hai detto come ultimo saluto:
" divertiti", con un flebile filo di voce.
Oggi rivedo tutta la mia vita
con Te presente e....
questa sera
quando la famiglia sarà riunita
penserò ancora una volta a Te.
A tutto quello che avrei voluto dirti
ma che purtroppo.....
non ho mai detto.
Comunque sono sicuro che...
da lassù , Tu leggi nel mio cuore.
Grazie MAMMA !! December 22 BUON NATALE E FELICE 2008 A TUTTI19 dicembre
BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO
Dedicato a tutti gli Amici Vorrei addobbare l'albero con i nomi di tutti gli amici ma, poichè sono perennemente imbranato col PC, mi limiterò a scrivere i loro nomi e se ..ne salterò qualcuno, scusate ma sappiate che Vi ho comunque nel cuore ! MARTINA, BRISEIDE, ANGELA, CAROL, LA BRICIOLA, DIRTY DANCING BLOG, WAL, MARIANNA, ELEONORA, ANGELICA, SUSI, VANDERBERGEN, MIGGY, THE SBRUNNERS, MARY ROSA, POETICAMASSIMO,JOSE CORREJA, ALLIE 82, ANNA, ELFUS, STEFANIA, MARIANNA,SAKIJUNG, TERRY, RICCARDO, ARWEN, MARIEL, LUCIANO, MOONLADY, FANTASY, FRANCESCA, BELIAL,MARA, FRENGO, SARA, SILVIETTA, CARMEN, LARA, SOFFIOCAREZZA, IRENE, SENSUALE, DONNYBRASCO, METALKISS, ERICA, CLAUDIA, MARY, CARO, PERLE, MICHELA, GIUSEPPE, ELLYS, DANIELA, PATTY,CAROLINA, PIOL, ELENA, LIDIA, VALENTINA, SAMANTHA, AFR, CRISTINA, ANGE, STEFANO, P. OMARANCZA,京京妞妞 December 09 Una storia miglioreIl topo che muore in solitudine
non è meno leggiadro
della ragazza nuda ul letto
e della madre che solleva
da terra il bambino -
del passo di danza che il ciliegio
esegue nel vento.
Tutto è nel tutto.
Così non andare a bussare alla porta
dei tuoi dubbi per chiedere aiuto.
E non domandare in giro
ai grandi ego di passaggio
quale notte stellata li aspetti.
La semplicità governa il mondo intero.
Baldo Meo December 02 Poesia di Pablo Neruda19 novembre
Neruda
E' bello, amore, sentirti vicino a me nella notte,
invisibile nel tuo sogno, seriamente notturna,
mentr'io districo le mie preoccupazioni
come fossero reti confuse.
Assente il tuo cuore naviga pei sogni,
ma il tuo corpo così abbandonato respira
cercandomi senza vedermi, completando il mio sonno
come una pianta che si duplica nell'ombra.
November 25 POESIA DI GIUSY, UN'AMICA20 novembre
Poesia scritta da Giusy e pubblicata per Sua concessioneI ricordi della giovinezza sono pietre tombali posate a seppellire ciò che non c'è più e sopra esse, come crisantemi, i nostri rimpianti lo struggimento amaro verso coloro che più non sono. E' un mesto addio ai nostri cari a quanti vorremmo ancora trovarci accanto a raccontare di smarrimenti di amarezze e pianti di cuori infranti aspettando con un sospiro quella tenera carezza che trasforma ogni pena in fervida speranza. November 10 BALLATA DELL'ACQUA DEL MARE Il mare
sorride lontano,
Denti di spuma,
labbra di cielo.
-Cosa vendi,fosca fanciulla,
con i seni al vento?
-Vendo,signore,l'acqua
dei mari.
-Che cos'hai, giovane negro,
mescolato al sangue?
-Porto,signore,
l'acqua dei mari.
-Queste lagrime salmastre,
da dove vengono,madre?
-Vengono signore,
dall'acqua dei mari.
_Cuore,e questa amarezza
profonda,da dove nasce?
-Dall'amara acqua
dei mari.
Il mare
sorride in lontananza.
Denti di spuma,
labbra di cielo
Federico Garcia Lorca-1919 a Emilio Prados
LA BALADA
DEL AGUA DEL MAR
El mar
sonrie a lo lejos.
Dientes de espuma
labios de cielo.
-Qué vendes,oh joven turbia
con los senos al aire?
-Vendo,senor,el agua
de los mares.
_Què llevas,oh negro joven,
mezclado con tu sangre?
_Llevo,senor,el agua
de los mares.
_Esas làgrimas salobres
de dònde vienen,madre?
_Llorro,senor,el agua
de los mares.
_Corazòn,y esta amargura
seria,de donde nace?
_Amarga mucho el
de los mares!
El mar
sonrie a lo lejos.
Dientes de espuma,
labios de cielo.
Federico Garcia Lorca-1919 a Emilio Prados
September 24 StagnoRemanso
El bùho
deja su meditaciòn,
limpia sus gafas
y suspira.
Una lucièrnaga
rueda monte abajo,
y una estrella
se corre.
El bùho bate sus alas
y sigue meditando
Federico Garcia Lorca 1921
Stagno
Il gufo
lascia la sua meditazione
pulisce gli occhali
e sospira.
Una lucciola
rotola giù dal monte,
e una stella cade.
Il gufo batte le ali
e riprende a meditare.
Federico Garcia Lorca 1921
September 17 Poesie GiovaniliAll’Italia
A volte Non credo più a nessuno. Penso alle orde barbare Che scavalcando I nostri natural confini, sono entrate nella città eterna. Penso alle fiamme, al fuoco devastatore che quei barbari appiccarono alle vestigia della mia patria. Penso al rombo de’ cannoni, alle bombe…. Che co’ loro micidiali fardelli Di morte, scendevano, come neve, in un cielo plumbeo, sopra le mie città, sopra le mie campagne, sopra i miei monti, arrossando le acque dei miei fiumi. Penso, ancora, al primo dì di festa, quando i miei padri proclamarono la Repubblica, penso, all’alterna fortuna che da allora ci accompagna. Ma ora Ora il sangue è tornato A lordare i greti dei torrenti, ad arrossire le limpide acque. E’ il sangue dei miei fratelli, sangue innocente che un’altra orda barbara, stà spargendo sulla mia terra sui miei monti. A volte, vorrei non vivere Per non vedere Simili cose. Altre ,vorrei guidare una schiera d’angeli a purificare la mia terra, a renderla candida….e rispettata in tutto il mondo; e questo perché anch’io sono unb tuo figlio o Italia.
Amato Beccaceci Fermo 02-07-1967 ore 15,00 Poesie GiovaniliTuoni
Tuoni in lontananza……….. Sul mare Tornato calmo, voli di gabbiani,si intrecciano con gli ultimi raggi del sole. La spiaggia è ancora umida Ed emana l’odore del mare, misto all’odore del cielo. Sul limitare dell’onda piccoli granchi si rincorrono forse felici della tornata calma. Il sole Cala pian piano sull’orizzonte, lasciando una striscia di fuoco sul mare ormai calmo. Lontano, laggiù, è apparso un puntolino, è una barca di pescatori che s’inoltra nel regno incantato del liquido dorato. Ormai cala la sera. Anche il sole è tramontato, e, sulla spiaggia ancora profumata, sono rimasti due innamorati,che, tenendosi per mano, sognano il domani, veleggiando con la fantasia nel regno di Nettuno.
Amato Beccaceci Fermo 23-06-1967 ore 19,30 August 25 Poesie giovanili
A Jimmy In queste ore, in questo silenzio, penso continuamente a te. Ai tuoi capelli neri, al tuo viso d’angelo. Una domenica, passammo alcune ore assieme ed imparai a conoscerti ed a volerti bene. Certamente, un velo rosso, apparirà nel tuo giorno candido e testimonierà ciò che il mio cuore legge continuamente negli occhi tuoi. Oh Jimmy, non so più neanch’io cosa ti farei, cosa ti vorrei fare. A volte Ti vorrei sommergere di tesori, altre…. Ti vorrei dare Semplicemente un bacio. Ora, guardo la stanza vuota, e con la tua foto in mano scolpisco una statua in cuore.
Amato Beccaceci Fermo 11-06-1967 ore 23,00 July 31 Poesie GiovaniliJ fra alfa ed omega
Da Alfa ad omega, una civiltà di lettere. Nomi di donna Si susseguono A nomi di città. La civiltà tutta È basata su di esse. Un mondo a parte, il mondo del cuore, non attinge a questa fonte, non ne ha bisogno. L’amore, non ha bisogno delle lettere. Un bacio, può esprimere l’amore ed in un tuo bacio io leggo tutto l’alfabeto greco. Ma il tuo nome, comincia con una lettera di quell’alfabeto, e così, pronunciando il tuo soave nome, io riassumo un mondo dall’alfa all’omega.
Amato Beccaceci Fermo 24-05-1967 ore 18,30 July 28 Poesie GiovaniliA Silvana E’ notte Laggiù, lontano, oltre il mio paese, una fanciulla piange. Dal suo viso, incorniciato doro, scendono calde, le pur sempre amare lacrime dell’amore. Ella piange L’amore di un uomo, amore simile ad un sogno, sogno, dal quale non ci si vuol svegliare, per non guardare in faccia la dura realtà. Quell’uomo, l’ha tradita. L’aveva cullata In un oceano di speranze, ora le ha tolto la barca, che era la maggiore speranza per passare quell’immenso mare. Un tradimento inumano, tradimento che pure gli animali che pur non hanno anima, odierebbero. Matu, bionda fanciulla, cancella dal tuo cuore questi ricordi. Sull’oceano, sul quale naufragasti, è spuntato il giorno, ed un raggio di sole illumina la tua giovinezza. Deh! Cancella quei tristi ricordi E ridi. Ridi al sole della vita, perché ora tu rinasci. E tu, o stupenda dea dell’amore, ti prego, apri il tuo cuore e con Cupido, rendi felice quella piccola ragazza dai capelli d’oro. Amato Beccaceci Fermo 21-05-1967 ore 02,30 July 18 Poesie GiovaniliAncona
Il pendolo ha già battuto due volte. Fuori, sotto il cielo infocato, non c’è nessuno. La strada è deserta, qua e là un gatto stanco sonnecchia all’ombra di qualche muro. Anche le rondini Hanno frenato la loro gioia. I voli si rincorrono Ma….nelle zone ombrose. Musiche attenuate Si diffondono nell’aria immobile Di questa domenica di giugno. Quaggiù, solo, guardando oltre la finestra, nell’azzurro cielo, penso ai verdi colli ed al mare appena increspato dalla brezza mattutina, della mia città natale. Come vorrei essere là, o Ancona! Mi cullerei nella tua afa pomeridiana e niente mi sembrerebbe nuovo, tutto avrebbe un significato ed una semplice melodia, ascoltata nel silenzio del meriggio, mi trasporterebbe con la fantasia in un mare e.. in un cielo incantati, dove potrei vivere i più begli attimi d’amore in compagnia dei miei ricordi.
Amato Beccaceci Fermo 25-06-1967 ore 14,30 July 12 Poesia dedicata a mio Padre07 dicembre 2006
Poesia dedicata a mio Padre nel 29° anniversario della Sua scomparsa A Mio Padre
Quante parole bloccate nel mio cuore!
Vorrebbero uscire a fiotti
ma il pensiero che Tu non ci sei,
le blocca.
Inutilmente la mente
si sforza.
Quanti ricordi !
Al Tuo pensare
la fanciullezza....è viva in me,
dal filo nel primo dente
alla sorpresa del regalo.
Dal saluto mancante...agli albori del giorno,
alla prima...meritata punizione.
Scappatelle, bugie vane
per nascondere un qualcosa
che Tu sapevi già,
nella Tua esperienza di Padre.
Quante pene !
A volte... mancanza di colloquio.
Eri il mio Dio e ....
ad un comune bambino
è difficile parlare,
dialogare con un Dio.
Gli anni passarono
ma nessun filo argenteo
appariva in Te.
Eri sempre giovane
e per me... eri il più,
il migliore,
il più buono padre
che un figlio possa desiderare.
Un ritorno all'alba........
paura per la punizione fisica....
mai venuta.
Soltanto poche parole
che riassumevano una vita...
di lezione.
La partenza.....
verso la divisa.
Mi accompagnasti Tu,
alla stazione.
Voce tremula, mal contenuta
dal pianto che era
un groppo in gola.
La mia prima vera assenza.....
dalla Tua vita.
L'addio alla giovinezza
ed alla spensieratezza
per entrare......nel mondo dei grandi.
La prima licenza....
ed il dolore per la nuova partenza.
La prima sigaretta.....
che Ti offrii.....
e che mi metteva di diritto...
al Tuo pari...
nel mondo dei grandi.
La donna che portai in casa...
ormai Ti stavo sfuggendo,
mi preparavo anch'io
alla mia vita .
Il matrimonio.......
non coronato....purtroppo
dai nipoti.
Ti avevo tolto...
un qualcosa di me...
e non ero capace di ridartelo
facendoti chiamare....
Nonno.
E' il crudele destino della vita.
Poi......
una mattina livida e nevosa,
una corsa disperata ...all'ospedale.
Tu, stavi male ma....
nella Tua bontà,
avevi superato la buia compagna
da solo.
Triste presagio lungo la strada!
Lacrime che velavano
la strada dalla macchina..
lanciata a folle velocità...
nella lotta contro il tempo.
Mi sorridesti,
ma la Tua fronte bruciava,
bruciava come....
solo un Figlio può sentire...
mentre Ti dava un bacio,
l'ultimo.
Venne la scienza e .....
le cose, Tu, Ti aggravasti,
respirazione artificiale,
infermiere ed inservienti
indaffarati....
macchine cliniche in funzione.
Ma la maledetta vecchia.....
Ti aveva preso......
e non intendeva lasciarti.
Orrore, terrore, pianto.
La parola non usciva e....
solo nel silenzio...
potevo dirTi
quanto mi mancavi.
Ancona 07-04-1981 Amato Beccaceci
Mio Padre è mancato il 07-12-1977
July 10 Poesie Giovanili
Fermo
A destra, case; a sinistra, ancora case. Dalla mia finestra un'infinità di tetti. Antenne che si stagliano sull'azzurro cielo. Voli di rondini che intrecciandosi negli spazi aerei annunciano che la primavera è arrivata. Ma da quassù non c'è niente che mi indichi l'arrivo della giovinezza. Da quassù le stagioni hanno tutte il medesimo volto: Sole, Pioggia, Neve. Non un albero o un'aiola fiorita. In questa città manca la vita, la natura è come respinta dal suo interno, dalle sue secolari mura che sfidano imperterrite l'erosione del tempo. Un vociare confuso, un silenzio seguito da musica, caratterizzano questa città. Nel cielo limpido, si perdono i sogni di una vita all'aria aperta, con alberi e aiole che indichino quando entra e quando esce una stagione.
Amato Beccaceci
Fermo 04-05-1967 ore 13,00 July 09 Poesie Giovanili
Buonanotte bimba
Di nuovo solo. Attraverso la finestra aperta, mi giungono affievoliti i rumori della notte. Ogni tanto, la musica di qualche televisione, rompe l'incantesimo che si forma, man mano che il tempo passa. Mi ritrovo sul davanzale, a contemplare le stelle. Un giorno ............. cercavo fra esse la risposta al mio amore, ora,.................. le ammiro nel loro splendore. Adesso sono solo. Lontano, laggiù, c'è un cuore che batte per me ma il mio non raccoglie quel battito. Preferisco la solitudine, solitudine affascinante ed opprimente. Come vorrei riuscire a volere bene a chi mi ama ! Ma il cuore non risponde a questo richiamo, ed io, resto solo. Oh bionda fanciulla, forse un giorno mi stancherò di essere solo e, se tu lo vorrai il mio cuore riprenderà a battere all'unisono col tuo. Buonanotte bimba, buonanotte, e sogna questo giorno, che forse .......... non è lontano .
Amato Beccaceci Fermo 30-04-1967 ore 22,35 July 07 Poesie Giovanili
Una bara senza fiori
Cinque rintocchi. Le rondini garriscono felici nell'aria. Ora la campana suona a morto. L'aria s'è fatta silenziosa, sembra che una cappa di piombo, sia scesa su questa contrada. Dalla chiesa esce una bara. E' spoglia, non c'è un fiore che l'adorna, non una ghirlanda, per ricordare il caro estinto. Uno sparuto gruppo di gente, segue il carro, nessuno piange ............... e nessuna donna ha in capo il velo nero. La campana continua a diffondere il suo funereo messaggio, mentre la bara attraversa la cittadina. Un pensiero atroce colpisce chi guarda, una bara senza un fiore, senza nessuno che pianga. Come la morte di un animale, sembra una cosa dimenticata. Una prece sale spontanea alle labbra di chi guarda: " Abbia il Signore pietà e Si ricordi di un'anima che gli uomini hanno dimenticata ".
Amato Beccaceci
Fermo 05-04-1967 ore 17,30 July 05 Poesie GiovaniliIn ginocchio da te
Accendo la radio. Stanno trasmettendo "In ginocchio da te ". Il destino fa continuare il pensiero laddove l'aveva volontariamente fermato. Le parole della canzone, risuonano cupe nel mio animo: " l'altra non è, non è niente per me ". Sono vere queste parole ? Si, sono vere ma non so, sinceramente, a chi rivolgerle. Tu stai uscendo pian piano dalla mia vita, quindi, questa canzone, la posso dedicare solamente a Lei. A Lei che ebbe già un posto nel mio cuore, posto dal quale tu la strappasti, per poi lasciarmi solo.
Amato Beccaceci
Fermo 22-01-1967 ore 18,15 |
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